Grazie, 2018!

01 Gennaio 2019

Grazie, 2018!

Il 2018 è appena trascorso: colgo l'occasione di queste prime ore dell'anno nuovo per dedicarmi a una sorta di breve bilancio dell'anno che abbiamo salutato da poco. Per me si è trattato di un anno importante, sostanzialmente positiivo, che ha portato numerose novità sul fronte personale e ha confermato l'andamento positivo sul fronte professionale. 

Cominciamo con ordine: sul versante personale, il 2018 è stato l'anno delle compravendite immobiliari. Venduta finalmente la casa di Cascina, acquistata la nuova casa di San Felice, ma non in quest'ordine. Anzi, per quasi un mese sono stata proprietaria di ben due case, contribuendo dignitosamente ad impinguare le casse pubbliche locali con la mia quota ICI. Si è trattato di un passo importante, che da un lato mi ha permesso di archiviare in via definitiva la fase "pisana" della mia vita, con gli annessi patrimoniali, e dall'altro lato mi ha portato a scegliere Pistoia come città del mio presente e del mio prossimo futuro.

Che questo passo non abbia coinciso con una crisi di nervi costante è stato merito di Eugenio Capone, titolare dell'agenzia Tuscan Real Estate di Pistoia, che con grande professionalità e passione ha seguito tutte le fasi di entrambe le compravendite, facendo da scudo a tutte le tensioni che eventi del genere portano sempre con sé. Senza la sua mediazione sono certa che sarei ancora a decidere che forse è arrivato il tempo di fare qualcosa. Tra i tempi attesi e i tempi reali di completamento delle due procedure c'è stato uno scarto di circa 6 mesi, ma solo perché io avevo ingenuamente preso male le misure, immaginando che il tutto si sarebbe concluso nel giro di qualche settimana. E invece no: per vendere, e per comprare, ci vuole il tempo che ci vuole, e la fretta può essere una cattiva consigliera. Dunque, grazie di cuore, Eugenio, per la tua pazienza, la tua comprensione, la tua capacità di trovare soluzioni agli inghippi volta per volta insorti: sei stato un problem solver eccellente, oltre che un caro amico mio e di Antonio. Inutile dire che consiglierò il tuo nome a chiunque abbia bisogno dei tuoi servizi.

Dal punto di vista professionale, il 2018 si è pienamente configurato come la prosecuzione del 2017, che per Pistoia - lo ricordo per chi lo avesse dimenticato - è stato un anno davvero particolare: l'anno nel quale è stata insignita del titolo di capitale italiana della cultura, con l'effetto  scatenare una reazione di forte accelerazione sul fronte dell'organizzazione e gestione di attività culturali. In effetti, dopo un anno impegnativo come il 2017, mi ero prefugurata un 2018 più tranquillo. Non certo en surplace, ma comunque un pochino più sereno e meno denso di appuntamenti importanti. Non è stato affatto così: l'effetto trascinamento dal 2017 al 2018 ha infatti portato, quasi paradossalmente, ad un incremento delle attività e delle risorse disponibili, con il risultato di richiedere significativi supplementi di energia.

Dunque, la mia capacità previsionale è stata davvero superata dagli eventi: il primo gennaio dell'anno scorso a chi mi avesse detto che avrei comprato casa e che avrei dovuto lavorare tanto quanto nel 2017,  avrei risposto con una bella alzata di sopracciglio. Le attese erano per un anno tranquillo su tutti i fronti, nei quali avrei dovuto e voluto recuperare un po' di tempo per me e vivere una vita un po' meno frenetica.  E invece, niente di tutto questo! Ma sono contenta così. Il tempo del riposo non è ancora arrivato, e ad occhio e croce è piuttosto lontano da venire. Vivere nei tempi stretti, un po' al cardiopalma, pare sia la dimensione nella quale finisco con lo sguazzare più volentieri. La fiosofia hygge non fa per me, insomma.

Che cosa porto nel 2019 dall'anno vecchio, e che cosa invece preferisco buttare via? Porto sicuramente con me la vogla di mettermi in gioco, e la ricerca di un nuovo equilibrio vita/lavoro che non ho ancora trovato e che forse non troverò mai. Porto la voglia di cambiare e di fare decluttering del superfluo negl oggetti, nelle relazioni, nelle condotte. Vorrei buttare via la mia scarsa disciplina, la mia incontenibile voglia di raggomitolarmi sul divano, alle nove di sera,  con Ginger e Pallina in braccio, piuttosto che passare l'aspirapolvere sul parquet. Vorrei buttare via la mia difficoltà a dare seguito ai miei progetti di miglioramento, e con essa alla mia profonda anima "partenopea" che spesso comanda su quella svizzera finendo con l'averne ragione. Ma so che non riuscirò mai ad alzarmi alle 6 del mattino d'inverno per più di due giorni di fila per uscire a camminare o per preparare per tempo il programma della giornata. Non riuscirò a tenere il punto dei miei buoni propositi per più di una settimana. Quindi, invece che buttare via quest'anima, la porterò con me nel 2019, provando ad ascoltarla e magari anche a vezzeggiarla: chissà che non abbia da dirmi qualcosa di importante...